Quando il jeans non è solo un capo, ma una nuova chiave per vivere: “La vita in bianco e Jeans”, il nuovo libro di AntonyWeb

Buonasera miei cari lettori! Come ve la state passando?

Oggi sono qui per parlarvi di una fresca uscita: “La vita in Bianco e Jeans” è il nuovo libro di Antonio Renna (in arte AntonyWeb, nonché mio papà!), una chiave di lettura diversa dall’ordinario su quanto concerne la quotidianità e il cambiamento che ne deriva.

Non importa se abbiamo 14, o più di 60 anni, la filosofia bianco & jeans funziona sempre, è semplice, gratuita e migliora lo stato di benessere psicofisico.
Ci sono infiniti esempi di composizioni in coppia nella vita che sono diventati delle vere icone nei nostri pensieri: le fragole e la panna, un calice di vino davanti ad un tramonto, un secchiello pieno di pop-corn al cinema o la gonna mini e il tacco alto, il rossetto rosso e il solo mascara, e perché no, il bianco ed il jeans.
Abituiamoci quindi, all’idea di poter vivere una giornata con tutte le cose citate prima ed in particolare, al mare, in montagna o in campagna con un libro tra le mani:
“La vita in bianco & jeans” di Antony Web
Vestiamo la nostra anima di una nuova vita finalmente!

È con queste parole che l’autore apre la sua opera, lasciandoci a bocca aperta sin da subito. “La vita in bianco e jeans” infatti, non è un semplice libro, bensì un vero e proprio prêt a porter da tenere sempre a portata di mano. Vi è mai capitato di essere estremamente sicuri di ciò che avevate di fronte? Ecco, dimenticatevene. La convinzione è un mezzo molto potente, ma se vi dicessi che in qualche modo, non porti giovamento in qualsiasi frangente? Se vi ho incuriosito almeno un po’, seguitemi ancora per qualche riga.

Almeno una volta nella vita, ognuno di noi si è sentito perso, smarrito, scoraggiato. In questi casi, che cosa sarebbe meglio fare? Il nuovo libro di Antony Web offre delle chiavi di lettura che, ci scommetto, non avevate ancora considerato. Il cardine della filosofia in bianco e jeans è proprio la chiave infatti, quella per mettere in moto l’esistenza, per ripartire in maniera diversa, inaspettata… ma semplice.

La semplicità sarà il primo aspetto che dovrete tenere a mente per stare bene con voi stessi. Il secondo, ma non per importanza, riguarda ciò che noi tutti ricerchiamo e a cui aspiriamo… la felicità. Questa signora con la F però, non va certo a passeggio da sola. Infatti, miei cari, forse non sapete che la “Ragazza Felicità” -così la definisce l’autore-, si fa lunghe camminate a braccetto con sua cugina, la “Ragazza serenità”. Potrebbe sembrarvi un concetto banale, eppure la presenza di entrambe, è condizione necessaria e sufficiente perché si raggiunga l’una, piuttosto che l’altra. In parole povere… non si possono separare!

“La vita in bianco e Jeans” è un viaggio da fare con se stessi o in compagnia… questo, poco importa. Ciò che è fondamentale però, è la voglia di mettere in discussione ogni cosa, di cambiare i propri piani, di smussare i paradigmi dell’esistenza. Senz’altro, Antonio Renna, c’è riuscito.

E voi? Siete pronti?

LINK PER L’ACQUISTO

Inevitabile che mi abbia coinvolta particolarmente. È stata un’esperienza che ho apprezzato infinitamente, perché mi ha arricchita di prospettive che certamente non avevo mai avuto occasione di considerare. Spero con tutto il cuore che sarà così anche per voi.

Come sempre, buona lettura a tutti.

Rebecca Renna, autrice e blogger.

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Quando perdersi nel buio può significare anche ritrovarsi. Recensione del romanzo di Alissa Hope, “Ti perdo nel buio”.

Buonasera cari lettori, come state?

Oggi sono qui per recensire il nuovo romanzo di Alissa Hope: “Ti perdo nel buio“.

La storia che ci racconta la nostra autrice, comincia con una serata in discoteca, per festeggiare il compleanno di Nicole, la migliore amica della protagonista, Kimberly. Nicole ha un unico desiderio in testa: perdere la verginità. Kim, al contrario, non è esattamente entusiasta del programma, ma acconsente. Da quella sera, seguiranno eventi sconvolgenti, tra cui una nuova conoscenza. Se volete saperne di più, seguitemi nelle prossime righe.

Una storia di brivido, eccitazione ed esaltazione vede coinvolte entrambe, specialmente Kim, che incontra Brian, amante e bramoso di sesso occasionale. Pur non sapendo spiegare a se stessa il motivo, Kimberly prova interesse per quel ragazzo dallo sguardo intenso. Qualche tempo dopo infatti, scoprirà che Brian le trasmette molto più di una semplice attrazione, molto più di quella superficialità dietro cui lui si nasconde. 

Kimberly e Brian hanno entrambi un passato difficile alle spalle, forse è stato proprio questo a farli avvicinare. È vero, non esistono genitori perfetti, tantomeno nessuno può sceglierli, ma Kim, se solo avesse potuto, si sarebbe risparmiata le percosse di suo padre, il suo sperperare soldi in alcol e droga e le punizioni che le ha sempre inflitto per essere venuta al mondo. Si sente “macchiata dai loro errori e dalla loro dipendenza”.

Brian ha un fratello, Julian, il quale si è dimostrato sin da subito interessato a Nicole. Brian lo definisce diverso da tutti i componenti della sua famiglia, in quanto gentile e sempre pronto ad aiutare il prossimo. Entrambi hanno sofferto molto per lo stile di vita imposto loro dai genitori, che hanno da sempre tentato di plasmarli come dei bastardi nei confronti delle ragazze. Eppure, nei confronti di Kim, Brian sembra essere protettivo, le rimbocca le coperte e si prende cura di lei dopo averla trovata priva di sensi davanti alla sua porta di casa. Infatti, Kimberly è stata nuovamente vittima della violenza di suo padre e la prima persona a cui ha pensato di chiedere aiuto è stata proprio lui. Anche se non vuole ammetterlo, quel ragazzo le trasmette sicurezza. 

Il feeling tra i due è innegabile. Vi lascio un assaggio di spoiler a riguardo, giudicate voi… 😉

“La sua bellezza è così disarmante da stregarti l’anima, corpo e mente. Vorrei tanto conoscerlo di più. Sapere il motivo per cui non vuole legarsi. Scoprire cosa lo spinga ad essere così. Perché se fosse davvero una persona senza alcun sentimento, non si sarebbe comportato in maniera dolce con me. È stato attento a non farmi male e lo sentivo rabbrividire ad ogni mia carezza. Prima o poi sarai mio. Non sarò come tutte le altre. Sono certa che un giorno mi amerai.”

Ti perdo nel buio” è un romanzo sensuale, intenso e profondo. È una storia che colpisce i lati più segreti dell’anima.

Estremamente consigliato. Vi rapirà.

Info sull’autrice e link per l’acquisto

Come sempre, grazie dell’attenzione.

Rebecca Renna, autrice e blogger.

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Nuova ricetta: Tortino al cioccolato con cuore fondente. Una delizia per il palato!

Buongiorno amici lettori! Come state?

Quest’oggi vi propongo una nuova ricetta, semplicissima, ma G-O-L-O-S-I-S-S-I-M-A!

Ecco a voi il tortino al cioccolato con cuore morbido…

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Ingredienti (per 6 tortini circa)

50g di burro senza lattosio (io sono intollerante, ma voi potete scegliere quello normale)

2 cucchiai rasi di farina tipo “0” 

Cacao amaro qb per spolverare

2 cucchiai di zucchero bianco

200/250g (2 tavolette circa) di cioccolato fondente (io solitamente ne mixo diversi tipi. In questo caso 70% e 90% è molto soggettivo a seconda dei vostri gusti)

2 uova intere o 4 albumi

Latte (2 dita circa)

-Aroma a scelta tra peperoncino piccante, cannella, vaniglia, limone, menta…

Procedimento

Per prima cosa, preriscaldiamo il forno a 185° in modalità “statico”. Successivamente sciogliamo il cioccolato a bagnomaria aiutandoci con del latte per non farlo bruciare. Girate sempre attentamente e con costanza fino alla completa fusione del tutto. Dopodiché aggiungiamoci il burro e lasciamolo fondere per bene. Dopodiché spostiamo dal fuoco e lasciamo intiepidire.

Aggiungiamo lo zucchero e poi le uova. Giriamo per bene fino ad ottenere un composto omogeneo e per ultima aggiungiamo la farina setacciata e l’essenza. Io ho utilizzato un cioccolato aromatizzato al limone, ma voi potete sbizzarrirvi alla grande con le spezie e gli aromi che più preferite.

A questo punto imburriamo i pirottini e spolveriamoli con il cacao precedentemente setacciato.

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Questo è il risultato.

 

Okay, ora non ci resta che versare nei pirottini il composto. Potete anche aggiungere l’essenza mentre versate il contenuto, così potrete farne di diversi tipi (ad esempio se avete ospiti a cena che hanno tutti gusti diversi!).

Dopodiché inforniamo a 185° per 10-12 minuti, forno STATICO. Ora devo fare un appunto. Esistono diversi gradi di scioglievolezza… la ricetta che vi ho dato, con una cottura di 10 minuti raggiunge quello che io definisco il grado di scioglievolezza e morbidezza che preferisco, ma i gusti sono gusti e ognuno di voi potrebbe non essere d’accordo e preferire i tortini un po’ più asciutti. Sarà sufficiente tenerli nel forno un altro minuto (non di più, altrimenti rischiate che si secchino troppo) e avrete il risultato che più gradite.

Vi consiglio di spolverizzare i tortini con dello zucchero a velo, oppure con della cannella o, eventualmente di accompagnarli con un ciuffetto di gelato alla vaniglia o di panna montata.

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Ribadisco: ognuno di voi possiede un palato di grado sopraffino differente, per cui divertitevi, sperimentate e taggatemi sui social con l’ashtag: #lericettedirebi

Sono impaziente di vedere le vostre varianti!

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Per tutti i video sui tortini sull’effetto finale dei tortini vi rimando al mio account Instagram @suaviterre

Spero che la mia ricetta vi sia piaciuta… buona merenda a tutti!

 

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Nuova recensione: 10 Notti, il romanzo di Nicolò Lettieri.

Recensione del libro 10 Notti, di Nicolo’ Lettieri

Buongiorno cari lettori, come state? In questa giornata un po’ buia, ho pensato di distrarvi con una nuova recensione. In particolare, oggi vi parlo del romanzo di un mio amico, Nicolò Lettieri, che ha pubblicato per la prima volta con la mia stessa casa editrice, Aletheia Editore.

 

Trama ed info generali sull’opera

Il rito delle cuffie nelle orecchie, la musica che scorre nelle vene e risveglia sensazioni per tanto rimaste silenti. E poi, le stelle, amiche e fedeli osservatrici, soprattutto dei ricordi.

Questa, la cornice delle parole di Nico.

“Tornò alla realtà. Era seduto su quella panchina e aveva rivisto dopo tanto tempo quel ricordo. Forse aveva capito anche perché: il cielo non voleva che lui dimenticasse.

Dimenticare i grandi amori non è mai bello se non impossibile. Portano dolore, portano lacrime che bagnano i cuscini, portano rabbia. E questo lui lo sapeva benissimo. 

Era rimasto lì finché era diventata notte, così si alzò e tornò a casa mentre nella sua testa vorticavano ancora i sorrisi di quella prima sera.”

Un racconto notturno, perché il romanzo di Nicolò Lettieri è esattamente questo: un percorso che attraversa dieci notti, protagonista delle quali è essenzialmente anche il protagonista supremo della vita, l’amore.

Ora mi vorrei soffermare su una di queste: la terza. Quando la leggerete anche voi, mi direte che cosa ne pensate, ma a me ha ricordato moltissimo la scena di uno dei miei film preferiti, Serendipity. Vediamo se, una volta letta, avrete avuto anche voi la mia stessa percezione. Vi do un piccolo indizio, minuscolo come l’oggetto in questione… un penny.

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Il resto delle notti è carico di emozioni e sensazioni. L’immaginazione è inevitabile, come del resto lo è il trasporto emotivo generato dai ricordi, quelli del protagonista, ma anche quelli di chi legge. Tra le pagine traspare sentimento, immagini percettive, come il profumo del peluche, l’orsetto bianco. Salti temporali, flashbacks e metafore vi culleranno durante il viaggio che Nicolò vi fa vivere attraverso le sue parole.

“Per qualche motivo, quell’orsetto era rimasto a casa sua una sera e quando tutto era finito, lui l’aveva posato su quella mensola, fino a quel momento. Le note finirono e lo riportarono alla realtà.  L’orsetto lo guardava fisso negli occhi, come a chiedergli di non lasciar scorrere quella lacrima sulla sua guancia… come a indicare che c’era lui in sua presenza e che la tristezza doveva esser scacciata via. Lo girò e sulla schiena c’era un’etichetta. Un messaggio con la grafia di lei.

<<I profumi a volte accendono emozioni, accendono ricordi belli e brutti. Io voglio che questo profumo venga custodito da questo orsetto e che tu lo mantenga nel tuo cuore così da non dimenticarti mai di noi e usarlo come chiave nel caso scordassi dove lo metterai nel tuo cuore… I love you>>.”

I salti temporali vi faranno girare la testa dall’emozione, fidatevi.

Se vi dicessi, poi, che l’amore è un grande sostenitore dei sogni e che la distanza non cancella i ricordi, ma li rende addirittura più concreti? Se volete scoprire di più su questo concetto, continuate nella lettura del libro “10 Notti”, non ve ne pentirete.

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Conclusioni 

“Dieci notti” è la dimostrazione che gli oggetti non sono statici, non sono solo articoli inanimati. Sono tratti delle anime degli amanti, indelebili come il sentimento che ci viene ampiamente mostrato nell’opera.

Il tutto è descritto con delicatezza, persino i gesti più intimi. Niente paura: non incapperete affatto in una lettura banale, con Nicolò Lettieri andate a colpo sicuro.

Auguro dunque a tutti, una buona lettura.

 

P.S. Il finale vi sorprenderà!

 

Contatti dell’autore e MODALITÀ di ACQUISTO:

-Per l’acquisto del romanzo, contattate pure l’autore nei Direct di Instagram (link sottostante) oppure inviate una mail richiedendone una o più copie alla casa editrice aletheiaeditore@gmail.com

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È tempo di nuove ricette: pan brioche con pezzettoni di cioccolato fondente e al latte, morbidissimo!

Buonasera ragazzi! Come state?

Che ne dite di spezzare un po’ staccandovi dagli schermi e dalle serie tv preparando insieme qualcosa di goloso (da poter gustare proprio mentre guardate la vostra serie tv preferita? 😉 )?

Vi propongo dunque, il mio golosissimo e morbidissimo Pan Brioche con pezzettoni di cioccolato fondente e al latte.

Iniziamo subito con lo svelarvi gli ingredienti!

Ingredienti

-350g (circa 3 bicchieri) di farina Manitoba tipo “0”

-16g (metà cubetto circa) di lievito di birra fresco

-4 cucchiai colmi di zucchero bianco

-1 cucchiaino di zucchero bianco (per il “lievitino”)

-150ml acqua tiepida

-150ml latte caldo/acqua calda

-Un cucchiaio scarso di olio EVO o 2 cucchiai scarsi di olio di semi di girasole

-Cioccolato fondente 75%

-Cioccolato al latte

 

Preparazione

Iniziate con il mettere sul fuoco l’acqua/latte a riscaldare. Prendete poi una ciotola abbastanza capiente e riponetevi i 150ml di acqua tiepida. Versatevi i 4 cucchiai di zucchero e con una frusta girate pian piano fino a quando questo non si sarà completamente sciolto. Una volta fatto ciò, ricordatevi dell’acqua/latte che avevate messo sul fuoco e versatela in una tazza. In secondo luogo prendete il lievito e buttatecelo dentro spezzettandolo (questo renderà più facile scioglierlo). Versateci anche il cucchiaino di zucchero e girate bene. Una volta che il “lievitino” vi sembrerà omogeneo, coprite la tazza con una pellicola e lasciate riposare per circa 20-25 minuti, al termine dei quali il lievito sarà perfettamente fermentato e pronto per essere versato nella ciotola con la soluzione di acqua e zucchero.

 

Bene. 

Se sono trascorsi i famosi 25 minuti, seguite il punto precedente e continuate a mescolare. Aggiungete la farina setacciata e mescolate bene con un cucchiaio. Ora potete aggiungere anche l’olio e cominciare ad impastare. Procedete a mano aiutandovi con i palmi fino a quando non otterrete una pagnottella liscia. Il lavoro più impegnativo è fatto. Prendete i vostri cioccolati e spezzettateli grossolanamente. Dividete la pagnotta in 3 parti ed appianatele come se doveste stendere la pasta per la pizza. Inseritevi i pezzettoni di cioccolato e richiudete le tre paste. Rendetele nuovamente come tre panini e lasciateli riposare nella ciotola coprendoli con un canovaccio in luogo caldo per circa 7h.

N.B. Lo so, è tanto tempo, ma il risultato sarà veramente pazzesco e, come si suol dire… l’attesa del piacere è essa stessa il piacere!

Ricordatevi che più tempo farete lievitare il composto e maggiore saranno la scioglievolezza e la sofficità del pane.

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Trascorse le sette ore (mentre potete studiare, leggere, fare un work out casalingo, guardare le famose serie tv…), riprendete i tre panetti e allungateli per bene come se fossero salsicciotti. Con questi dovrete fare una grande treccia. Dopodiché, prendete una teglia a cerniera, foderatela con carta da forno e riponetevi proprio la treccia appena creata. Lasciatela riposare nel forno a 50° per un’altra ora e…

PUFF! Avete visto quanto è cresciuto?!?!? Ve l’avevo detto che ne sarebbe valsa la pena! Ora ascoltate, prima di reinfornarlo vi consiglio di spennellare la superficie con del latte, in questo modo, una volta cotto, risulterà bello dorato.

Ora portate l’indicatore del calore fino a 175° e lasciate cuocere per 25-30 minuti non dimenticandovi di fare la prova stecchino.

Ed ecco il risultato finale…

… rullo di tamburi…

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Ammettiamolo… è stupefacente, non è vero?

Ora non vi resta che ammirare il suo essere così soffice e profumato! Tagliatene pure quante fette volete… è poco calorico, leggero, ma soddisfacente al cubo! Perfetto da farcire o da inzuppare nel latte, ma anche da divorare così, semplicemente!

Spero che la mia ricetta vi piaccia e che soprattutto vi soddisfi il mio pan brioche! Fatemi sapere se lo riprodurrete e taggatemi pure sui social, dove potete trovarmi così:

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Un abbraccio a tutti e buon appetito!

 

Rebecca Renna, autrice e blogger.

 

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La sindrome del cuore infranto. Ecco che cosa accade quando il tuo cuore si spezza.

Quando “l’amore spacca il cuore” e no, non è la musica di Laura Pausini.
Quante volte abbiamo sentito dire “Morì di crepacuore“, nei film o direttamente nella realtà? Spesso, non è vero? E quante altre volte siamo stati scettici nell’attribuirvi significato veritiero? Altrettanto spesso, anche in questo caso. Ebbene, la sindrome del cuore infranto esiste eccome e può avere sintomi e conseguenze simili all’infarto. Vediamo un po’ meglio di cosa si tratta.

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Lo psicologo dell’associazione Alice Onlus di Milano Paolo Grampa, ha definito tale condizione come un “manifesto esplicito del proprio stato emotivo“. Infatti, al termine di una relazione o a seguito di una perdita come un lutto, si può incorrere in una condizione tale da provocare a se stessi uno stress emotivo talmente forte da ottenere ripercussioni anche a livello fisico. La cardiomiopatia da stress, termine tecnico per definire la sindrome, è causata dall’alterazione nella quantità di alcuni ormoni, quali adrenalina e noradrenalina. Colpisce in primo luogo le donne in post menopausa ed è caratterizzata da un’acuta, profonda ma reversibile disfunzione del ventricolo sinistro in assenza di una particolare patologia coronarica.

Sintomi
Il tutto comincia con sensazione di difficoltà nel respirare e dolore al petto, fino al raggiungere un successivo svenimento.

Cause e Fattori stressanti
Lo stress indotto da sentimenti come la paura, l’eccessiva rabbia e le condizioni psicologiche in cui ci si trova a seguito della fine di una relazione amorosa o d’amicizia, sono considerabili le cause primarie dello scatenarsi della patologia.
Secondo vari studiosi, la risonanza magnetica è stata un potente alleato per capire di più sul fenomeno. Si è osservato infatti, che un problema di connessione fra l’amigdala, l’ippocampo, il giro dentato e varie zone dell’encefalo che guidano le emozioni e le funzioni autonome del corpo, potesse generare il fenomeno. In sostanza una stimolazione eccessiva del sistema nervoso a causa di un notevole stress emotivo o fisico, può provocare la sindrome del cuore infranto.

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Come ri-assemblare un cuore spezzato
Una volta qualcuno ha detto “Se può essere spezzato, vuol dire che funziona ancora”. Mai esistita affermazione più vera!
Indubbiamente, dopo la fine di una relazione, ci sentiamo smarriti, increduli, vuoti… si soffre, certo, fin qui tutto nella norma. Vivere il dolore e accettarlo è parte fondamentale del processo, ma ciò che non bisogna dimenticare è certamente l’appoggio delle persone che ci vogliono bene. Ottimo motivo per non isolarsi o crogiolarsi nella propria sofferenza mentre ci si ingozza di ogni tipo di schifezze (me compresa, if you know what I mean, ndr).
Scherzi a parte, tutti prima o poi ci passiamo e ci siamo sicuramente passati, ma vi svelo un segreto: si sopravvive.

E poi, ad un tratto, si torna a vivere.

Lo giuro, è davvero così.

 

Rebecca Renna, autrice e blogger.

Fonti
Le scienze

 

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Alice Kavalla – Tu, davanti ai miei occhi: Recensione!

Recensione del libro di Alice Kavalla “Tu, Davanti ai Miei Occhi”

Buonasera a tutti!

Come state?

Quest’oggi sono qui per una nuova recensione. Si tratta del libro di Alice Kavalla, un romanzo intenso, i cui salti temporali faranno sognare chiunque deciderà di approcciarsi ad esso con occhi e cuore aperti.

Il prologo si apre con la classica scena da film: un bicchiere di champagne… bollicine ad alta quota. Arianna si gode il suo viaggio e, insieme ad esso, il ricordo degli ultimi anni.

Con l’utilizzo del flashback, l’autrice chiude il sipario al presente e ci riporta al passato, quando la protagonista del suo racconto era un’adolescente con le aspirazioni e i sogni propri di quell’età. La prerogativa di Arianna sembra, infatti, essere una vacanza in montagna. Sul treno, l’incontro con un ragazzo… o meglio, il ragazzo!

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I giorni trascorrono e, dopo un countdown che separa la protagonista dalla partenza, finalmente la data fatidica è arrivata: si parte per la montagna. Arianna è spensierata e felice di riabbracciare i vecchi amici di sempre, come Giorgia, compagna di chiacchiere e di scorpacciate di budini al cioccolato.

Mi ha colpita molto il temperamento di Arianna, in cui sicuramente molti di voi si ritroveranno, ma soprattutto si sentiranno vicini alla sua personalità, così intensa e positivamente prepotente. A 17 anni anch’io davo importanza a quei piccoli problemi che allora sembravano vere e proprie catastrofi (e che adesso, invece, addirittura mi mancano! ndr).

“Avevo solo diciassette anni e una gran voglia di vivere, anche sotto un diluvio universale.”

L’autrice ci delizia con le descrizioni del luogo montano, una piacevole compagnia allo sfondo emotivo degli avvenimenti.

“La luna brillava e illuminava l’intera vallata. La cascina, che si trovava in mezzo ai prati, era rischiarata da mille luci. Già da qualche curva prima dell’arrivo, si sentiva la musica in sottofondo.”

Ma, veniamo alle cose serie. Una sfrecciata in motorino, una voce inconfondibile… Marco, il ragazzo dallo sguardo penetrante che fa battere il cuore di Arianna, è l’indizio più interessante di tutta la vicenda.

Indizio, per l’appunto. Perché non ho intenzione di anticiparvi nulla!

Così, tra partite di pallavolo (un po’ alla Mila e Shiro, ndr), cotte clandestine e inviti inaspettati, la protagonista e i suoi amici conducono la loro adolescenza lungo le pagine dell’autrice.

Emozionante l’uscita con il ragazzo dei suoi sogni, Marco, nella cascina di suo zio, davanti a quel panorama mozzafiato “che riempiva l’anima”. Il cielo blu, nuvole bianche come panna montata, il profumo intenso di quell’amore sbocciato tra le margherite e negli animi dei due ragazzi.

Però… (eh, già, c’è un però, ndr) se non fosse Marco l’unico ragazzo in grado di sconvolgere l’animo della Arianna?

Infatti, nel suo cuore esiste anche un’altra figura, quella di Alberto, che Ari ha sempre considerato un amico, fino a quando i loro occhi s’incontrano durante la notte delle stelle e allora è come se s’incrociassero per la prima volta.

“Dentro di me il cuore incominciò a battere forte forte. Non lo potevo controllare. Emanava un buon profumo e la sua mano calda sul mio collo freddo mi diede una sensazione di benessere immediato. Dalle nostre labbra non uscì nulla, come se avessimo paura di esprimerci…”

(Io qui avrei utilizzato il congiuntivo trapassato… avessimo avuto, anche in vista dell’”uscì”, qualche parola prima, ma a parte l’ortografia, questa frase mi ha davvero emozionata!)

Così, mentre Ari è in balìa dell’istinto, mentre la razionalità lotta per condurla a prendere una decisione, la confusione s’impadronisce del suo animo romantico e nonostante la sua attitudine rispettosa, è in bilico.

“Volevo credere negli occhi azzurri di Marco, nelle sue parole, nei suoi abbracci. Volevo credere che questo fosse vero amore.”

Quale sarà la decisione giusta da prendere? Continuare ad aspettare, invano, l’arrivo di Marco alla luce delle stelle, oppure abbandonarsi all’affetto di Alberto?

Se volete scoprire la scelta di Arianna, leggete questo romanzo. Potreste rimanere davvero piacevolmente sorpresi. Non fatevi scoraggiare da qualche piccolo errore grammaticale, probabilmente di battitura. Il romanzo di Alice Kavalla vi farà sognare.

E, a proposito di sogni… quale dei due ragazzi tormenterà la mente di Arianna mentre dorme tra le braccia di Morfeo? Eeeeeh no! Non posso proprio darvi la risposta. Per saperne di più, dovete proseguire lungo le pagine di Alice. Colpi di scena assicurati!

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Una storia bella che scalda il cuore, leggera nella sua imperfezione, ma anche cruenta, sofferta.

“Lo strinsi, come da ragazzini, attorno alla vita e mi lasciai andare. Che sensazione bella, quando ti prende la leggerezza. Perché la leggerezza ti inonda, è dentro di te, ti rimette in equilibrio, ti fa cadere i macigni che hai sulle spalle. Peccato che come la felicità, è effimera, dura un attimo.”

L’amore, il primo amore, quello che da sempre ci viene illustrato nelle favole, è davvero tale o è solo una trappola entro cui si è destinati a rimanere per sempre?

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Credevate davvero che vi avrei lasciati così?

Miei cari, tutt’altro. È arrivato il momento di confessarvi che la giovane Arianna è cresciuta, tutti lo sono. Infatti, ecco che ci ritroviamo vent’anni dopo, in un monolocale le cui pareti sono un rifugio per la protagonista che, nel frattempo, ha costruito legami con altre persone, tra cui Diego, un collega di lavoro. E così, l’immagine degli amori adolescenziali passa in secondo piano. Il matrimonio con lui è imminente, ma una brutta scoperta rende vano il progetto e il sogno di una vita.

L’autrice ci riporta così al 2018, l’anno che nel romanzo rappresenta il suo odierno presente. Eppure, non è detto che l’influsso del passato non possa ripresentarsi nuovamente. I ricordi indelebili degli anni adolescenziali, infatti, torneranno inevitabilmente nella vita della protagonista e il lettore verrà coinvolto in pieno nelle sue avventure. Coinvolto al punto da voler lui stesso pronunciare una delle frasi più intense di tutto il romanzo:

“Sei un dolcissimo ricordo del passato che ha bussato alla porta del presente.”

 

Un trasporto emotivo pazzesco, fonte di buon umore, ma anche di commozione. Componenti di cui, a mio parere, abbiamo tutti notevolmente bisogno.

Buona lettura!

P.s. Voglio ringraziare immensamente l’autrice per aver citato, nel suo capitolo “RICORDI”, uno dei miei film preferiti, “Dirty Dancing”. Vi consiglio di leggere il romanzo di Alice Kavalla, con la colonna sonora di questo in sottofondo. Credetemi, i fazzoletti saranno necessari!

Link per l’acquisto

  • Versione cartacea:

https://www.amazon.it/TU-DAVANTI-AI-MIEI-OCCHI/dp/1709825812/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

  • Versione e-book

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Rebecca Renna, autrice e blogger.

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Perdonami se mi consumo d’amore e aspetta… domani moriamo così… consumati a poco a poco in presenza del tuo amaro sorriso.

Recensione del nuovo libro di Stefano Fortelli, “L’ultimo giorno (versi dell’aldilà)”, poesie.

Buonasera a tutti!

Come state?

Oggi torno con una nuova recensione, questa volta d’ambito poetico. È il caso di Stefano Fortelli, giovane autore emergente che ha realizzato “L’ultimo giorno (versi dell’aldilà)”, una raccolta che affronta numerose e svariate tematiche.

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 Se cercate qualcosa di originale da dedicare alle persone che amate o a voi stessi, se volete concedervi un momento di riflessione e di riscoperta d’animo, queste pagine faranno al caso vostro. Stefano Fortelli è stato in grado di descrivere con la giusta dolcezza ed incisività emozioni difficili da esprimere a parole.

E poi Stefano sottolinea i ricordi, quelli di giorni in cui ci si appare diversi, segnati dal tempo, dalle cicatrici. Ed è a quel pensiero che sul viso si posa un amaro sorriso (da cui, il titolo della poesia).

Un linguaggio ricercato nei termini, ma semplice e cristallino nella descrizione emozionale.

 

Tra le mie preferite, senz’altro c’è “Aspetta”.

“…dieci, cento, mille volte

Cosa ti aspetti

continuando ad aspettare?

Cosa pretendi

chiedendomi di aspettare?

Ho atteso cose belle,

sguardi, abbracci e baci

Frammenti sospesi

tra attese infinite

Carezze e temporali

dentro abiti grondanti

Furiose mareggiate

fuori e dentro l’anima

Cosa resta di tante attese

adesso che non sai più aspettare?

Quando vorresti correre

ad occhi chiusi senza paura

Quando l’anima si tinge di nero

e sai già cosa aspettarti

Quando hai ormai speso

più di quanto ti era concesso

Ora che vorresti fosse infinita

l’attesa del tuo ultimo respiro”

 

Forse perché mi sono ritrovata ad attendere proprio quei baci e quegli abbracci che Stefano menziona tra queste righe. E l’attesa, insieme ai minuti, molto spesso si porta dietro anche un briciolo di speranza, motivo per cui le mareggiate emotive diventano furiose e tumultuose e il cuore sa esattamente cosa accadrà. Resta solo da capire se si è ancora disposti ad aspettare ciò che per lungo tempo si è già atteso.

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“Ho ancora gambe ferme per andare”, chissà dove, chissà perché, ma la volontà è presente. La meta è definita, ma il viaggio è assolutamente una sorpresa, un aspettarsi avvenimenti o un non aspettarsi proprio nulla, come se si fosse disposti maggiormente all’ignoto, forse perché il mancato ricevimento di ciò che si era atteso non si è avverato e adesso l’unica cosa che conta è solamente andare.

Stefano parla di disillusioni, di sogni infranti, di prospettive mutate e di cambiamenti imprevisti. Un amore che finisce, la vana speranza che tutto torni ad essere com’era prima e il realizzare che ci sia un prima, ma vi sia soprattutto un dopo, sono i temi ricorrenti nella poesia “Non ho paura”, intensa in ogni sillaba.

Molte volte, tutto quello che resta, come appena dopo una rovinosa tempesta, sono i ricordi, ciò che si è “lasciato lungo il cammino…”, “una luce incerta” che illumina la strada futura e l’imminente gelo dell’inverno che farà presto compagnia al buio. Un buio che non sarà più quello della passione, ma solo uno sfondo su cui, confuso, rimarrà il volto di chi abbiamo amato.

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 La breve emozione nel leggere “Raccontami”, vi accompagnerà nel corso delle restanti pagine e riecheggerà nel vostro cuore, ne sono certa.

Ve la lascio scritta, spoiler alert.

 

Raccontami

 

Raccontami di quella volta

e riderò per te

Mille volte ancora

ti ascolterò

E questo tacito

dirci a vicenda

ci accompagnerà lieve

 Così, se con le mie parole vi ho provocato la giusta tensione d’animo… leggete quelle di Stefano. Rimarrete senza fiato.

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-Rebecca

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– Sulle note di Gennaio: Rubrica musicale mensile

Buongiorno a tutti!

Come state?

Il nuovo anno è iniziato, ha spalancato le serrande e non ha nessuna intenzione di richiuderle. Ebbene sì, indietro non si torna. Anzi, tutto il contrario.

Si va, avanti tutta!

E così, mi è balenata in testa un’idea… quale miglior maniera di salire sul galeone, pronti per navigare con la propria ciurma lungo il cammino delle prossime avventure, di una buona dose di musica e dunque, della giusta colonna sonora?

 

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Quest’oggi, per l’appunto, parleremo proprio di questo. Quali note vi hanno fatto compagnia durante la notte, durante le passeggiate lungo le strade innevate, oppure accanto al camino?

Ancora meglio…

Quali vi hanno cullati in direzione del sonno… quell’attimo prima di dormire e abbandonarsi accanto a Morfeo?

Nell’attesa di una vostra risposta, vi condivido le canzoni con cui ho avuto a che fare in questo primissimo tempo del 2020. Spero vi suscitino tante e belle emozioni. Ne abbiamo tutti un gran bisogno.

  • Don’t look back in anger, Oasis

Vi è mai capitato di stupirvi di fronte alle note di una canzone che non ascoltavate da tempo immemore? Come se la sua melodia facesse irruzione nel vostro cuore per la prima volta? Ebbene, questo è ciò che è successo a me nel caso citato.

Consiglio: provate anche la versione Don’t Look Back In Anger (Cover) · Columbia

Take me to the place where you go

Where nobody knows if It’s night or day

Gonna start a revolution from my bed

‘Cause you said the brains I had went to my head 

Step outside ‘cause summertime’s in bloom

Take that look from off your face

‘Cause you ain’t ever gonna burn my heart

E allora l’ho fatto anch’io. Ho cominciato una rivoluzione buttandomi giù dal letto, sfoderando un energico sorriso e tralasciando tutto il resto. Ho giurato a me stessa che solo e soltanto per mia volontà, avrei incendiato il mio cuore. Ho deciso che sarebbe dipeso totalmente da me.

Link all’ascolto

Testo e traduzione

  • It’s all coming back to me now, Celine Dion

Quanti di voi si sono ritrovati in quel mood solitario con i fazzoletti alla mano, lacrime pronte all’uso e film romantici devastanti? Su, su! Non siate timidi!

Keep your hands up in the air!

Non c’è mica niente di male, sapete? E se vi aggiungete anche la colonna sonora giusta, sfogarsi vi fa solo bene. Celine Dion ne sapeva più di qualcosa quando ha intonato:

There were nights when the wind was so cold

That my body froze in bed

If I just listened to it right outside the window

There were days when the sun was so cruel

That all the tears turned to dust

And I just knew my eyes were drying up forever

I finished crying in the instant that you left

And I can’t remember where or when or how

And I banished every memory you and I had ever made

It’s so hard to resist

And it’s all coming back to me

I can barely recall

But it’s all coming back to me now

Un amore che finisce, un tradimento, una bugia o parole non dette. Succede. E, anche quando ci sembra di averla scampata o di averla superata, la musica ci riporta a quei momenti e tutto ci torna di nuovo indietro. Come se stessimo vivendo ancora quel tutto una seconda volta. Anche questo fa bene. I ricordi fanno bene.

Link all’ascolto

Testo e traduzione

  • The sound of silence, Disturbed 

Dulcis in fundo… the last but not least…

Una scoperta delle ultime ore è la versione del classico di Paul Simon rifatta dai Disturbed. La definirei una bomba ad orologeria per il cuore.

Consiglio: Ascoltatela a volume altissimo, con le cuffie, al buio, a notte fonda. Farà tutt’altro effetto.

Hello darkness, my old friend

I’ve come to talk with you again

Because a vision softly creeping

Left its seeds while I was sleeping

And the vision that was planted in my brain

Still remains

Within the sound of silence

Personalmente, ha rafforzato dentro di me i ricordi (indelebili, oramai) che ho disegnato per qualche tempo, insieme ad una figura che, ora più che mai, ha un posto speciale nel mio cuore.

Link all’ascolto 

Testo e traduzione

In conclusione e nella speranza di avervi fatto sentire un po’ meno soli (e questa è la grande capacità che la musica irradia ogni giorno), vi lascio con un augurio per il mese di Febbraio che sta arrivando:

Scegliete sempre l’emozione, che sia questa positiva o negativa, che sia amore o dolore, che sia tristezza o gioia, non importa. Non chiudetevi. Arrabbiatevi pure, se necessario. Posso giurarvi che sarà sempre meglio che starsene nell’assenza. Perché, in quello che proverete ci sarà… essenza.

La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile.

(Leonard Bernstein)

Ciao, ciao!

-Rebecca

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Se solo fosse vero…

Buonasera miei cari lettori!

Come state?

Oggi vi riporto la trama e la recensione dell’ultimo romanzo che ho letto.

Si tratta di “Se solo fosse vero”, di Marc Levi.

“« Sii degno di tutto ciò che io ho amato. Ti amo dall’alto e veglio su di te. »

Il tempo rimargina ogni ferita, anche se non risparmia qualche cicatrice. In questa valigia troverai tutti i miei ricordi, quelli che ho di te, quelli prima di te, quelli che non ti ho potuto raccontare perchè eri un bambino. Per poterti dare i consigli che ti prodigavo, ho anche dovuto sbagliare. I genitori sono montagne che cerchiamo di scalare per tutta la vita, ignorando che un giorno saremo noi ad avere quel compito. Il mio più grande orgoglio sarà quello di essere tua madre, per sempre.“

Questo romanzo mi ha fatta sognare, mi ha fatto vivere dell’idea che un amore così speciale come quello tra Arthur e Lauren, può esistere anche nella realtà. In un contesto tra favola, scienza, medicina e paranormale, sarà inevitabile commuoversi. La sottile ironia e alcuni episodi divertenti tipici della commedia, vi faranno intraprendere un vero e proprio viaggio tra le pagine. Soprattutto, però, é bello poter credere che, delle volte, i miracoli accadono.

Buona lettura a tutti 💘

Rebi